Guida all’esame di stato da Dottori Commercialisti

Arriva per tutti prima o poi quel giorno in cui ti senti rivolgere la fatidica domanda : << Che cosa vuoi fare da grande?>>

Per la maggior parte  si materializza il vuoto negli occhi e nella mente.

Io a pensarci bene non avrei mai detto “la commercialista”. Da sempre ho avuto un animo colorato ,spensierato, dedito all’arte ed alla creatività.

Ma perché poi una commercialista non può avere la vena creativa? O viceversa un’artista non può coltivare il pallino della finanza e dei numeri?

Decisi quindi, non senza perplessità e ripensamenti, di creare un nuovo essere umano : il commercialista creativo. ( Sebbene la finanza creativa esista già da lunghi e lunghi anni! -sorriso-).

Il primo grande scoglio che ci si trova ad affrontare è il tanto temuto ed odiato “ esame di abilitazione”.

Ci si ritrova assorti in elucubrazioni atte ad escogitare trucchi e stratagemmi, fermamente convinti che il nostro piccolo dàimon ci guiderà senza indugio verso la meta e ci si ritrova altrettanto repentinamente a maledire quel piccolo diavoletto che con grande probabilità starà dormendo…

Unica certezza: bisogna studiare!

Convinta di interpretare il pensiero di molti giovani intraprendenti economisti ho deciso di affrontare pubblicamente il mio esame: un reality formativo!!

Oltre che una nuova figura lavorativa ho appena inventato anche un nuovo FORMAT virtuale!

La mia fonte sarà costituita da “ L’esame di dottore commercialista” Prova Orale ( edizione Gruppo 24 ore).

 

Spero che questo mio modo scherzoso di affrontare una tematica così ostica possa aiutare ad entrare in un percorso ben più articolato, costituito da approfondimenti e ricerche di tematica economico,giuridico e finanziaria.

 Nel prossimo articolo si inizierà ad assemblare lo scheletro dell’esame : si studierà l’INDICE, le fondamenta del nostro primo sapere!

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La saga del Tirocinio continua…il circo delle leggi!

Ancora una volta il destino dei giovani praticanti vacilla nel limbo dell’incertezza burocratica.

Sembrava ormai diventata definitiva la riduzione del tirocinio a 18 mesi per tutti, anche per coloro che si erano iscritti prima del 24 Gennaio, data di entrata in vigore del decreto. Invece con un ennesimo e altrettanto inatteso cambio di direzione Il Ministero della Giustizia introduce una nuova novità. Non solo il tirocinio dovrà avere la durata non superiore a 18 mesi ma esso non risulta essere più obbligatorio se non per gli ordini che espressamente lo prevedono.

La domanda è : Quali sono gli ordini che nel nostro Paese che  non prevedono il tirocinio formativo?

Rimane poi aperta la questione della retroattività. Non è ancora del tutto chiaro se la norma si applicherà anche a coloro che avevano già iniziato il tirocinio ante decreto o meno. Questa empasse burocratica non rende vita facile agli aspiranti professionisti in quanto ne risente ( negativamente ovviamente) anche lo studio e la pianificazione per l’esame di abilitazione.

Stando alla circolare del Ministero della giustizia infatti una volta raggiunto il traguardo dei 18 mesi ( 12 obbligatori presso uno studio professionale e 6 possibili presso l’università) il praticante potrebbe chiedere la certificazione di avvenuto tirocinio e fare quindi poi domanda per il sostenimento dell’esame.

Gli esami si tengono in 2 distinte sessioni, una  a Giugno ed una a Novembre.

E’ chiaro ora che se anche la retroattività fosse confermata risulta ormai tardi per poter pensare di ottenere l’abilitazione nella sessione di Novembre e si dovrebbe aspettare come minimo fino elle sessioni dell’anno successivo.

Risulta un po’ paradossale che il bisogno di forza lavoro e di freschezza economica venga ostacolata dalla burocrazia.

Ma sembra una prassi consolidata.

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Addio Canone RAI!!!!!

Chi possiede uno strumento piccolo o grande che sia atto alle riproduzioni audiovisive sul territorio Italiano deve pagare un particolare tributo chiamato “ Canone RAI”.

Il suddetto canone è stato più volte centro di animate discussioni in quanto non tutti ritengono che sia un tributo effettivamente dovuto. Questo pensiero largamente diffuso è influenzato in parte anche dai programmi televisivi che vengono trasmessi i quali sono per lo più  reputati  poco interessanti o costruttivi.

 Pertanto ecco una piccola guida sui passi da effettuare per disdire in modo corretto e sicuro l’abbonamento.

1 – Per prima cosa si deve fare un vaglia postale  di euro 5,16 intestato a “ Agenzia delle entrate Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – Cas. Post. 22 – 10121 Torino”.

Nella causale si deve indicare il motivo per cui vogliamo disdire il nostro abbonamento  :

“ Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il n° del mio abbonamento n……………………”

2 – In secondo luogo si deve compilare la cartolina contrassegnata con la lettera D in ogni sua parte ed infine barrare la casella “ Intendo far suggellare il televisore a colori”

Il modulo lettera D e la ricevuta del vaglia postale vanno spedite tramite ricevuta con raccomandata di ritorno. In breve tempo dovrebbe arrivare un tecnico SAT o un agente della guardia di Finanza per prendere/suggellare l’apparecchio.

Suggellare l’apparecchio vuol dire che al termine della procedura il tecnico non lo porterà via con se, ma bensì, una volta rinchiusolo in un sacco di juta lo lascerà presso l’abitazione.

Nel caso in cui il tecnico tardi ad arrivare ,niente paura, gli adempimenti necessari al contribuente per la disdetta sono stati tutti compiuti e l’Agenzia delle Entrate non potrà vantare ulteriori richieste.

Eccovi ora liberi da un’altra piccolo esborso.

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Il mio futuro da praticante,ancora in bilico?

Apro la mail, come tutti i giorni e scopro con mia grande meraviglia che l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Modena e Reggio hanno finalmente ricevuto la lettera tanto attesa: l’ordine può finalmente rende retroattivo il praticantato e convalidare i 18 mesi per tutti!

Incredula. Panico e gioia nel medesimo tempo. Ma…il consiglio dei Revisori? Ora come si  faranno collimare le esigenze dei due ordini?

Ancora una volta in balia della burocrazia..

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Io figlia di Narciso?

Iniziare in sordina. Tanto da dire e da raccontare e poche orecchie ad ascoltare. Credo sia un sentimento diffuso ormai. 

In questo momento scrivo, penso, ascolto Jarabe De Palo, odoro i profumi deliziosi che provengono dalla cucina…e più di ogni altra cosa sogno. Ci sono un’infinità di voci che cantano, urlano e sussurrano in questo microfono virtuale. Ma quante riescono a farsi udire? Non m’interessa sinceramente…M’interessa dire ciò che sono e ciò che sono, lo voglio raccontare a me stessa nel modo più sincero e disarmato possibile. A chi non piace parlare un po’ di se stesso…soprattutto con se stesso? 

Siamo tanti piccoli indifesi Narcisi che sono felici di contemplarsi nello specchio della vita…basta un piccolo tocco e le increspature cancellano il nostro sorriso,o il nostro pianto.

Questo sarà il mio specchio

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